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Senza comunismo. Labriola, Gramsci, Marx

Senza comunismo. Labriola, Gramsci, Marx

Autore: Antonio A. Santucci

ISBN13: 9788835981145

Anno pubblicazione: 2018

€12.75 €15.00

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Concluso il secolo che ha assistito alla nascita e al tramonto del socialismo realizzato, questo libro riesamina l’opera dei due maggiori interpreti del marxismo in Italia, attraverso la lettura dei loro testi e la ricostruzione dei contesti culturali e politici entro i quali hanno agito, fra influenze profonde e polemiche aspre. Vissuti «senza comunismo», condizione condivisa del resto da Marx e Engels, gli autori di quel Manifesto dal quale ha avuto inizio la parabola storica e teorica del movimento operaio moderno, Labriola e Gramsci hanno contribuito a elaborare un patrimonio di idee distante da ogni dogmatismo. Si tratta infatti, come suggerisce Eugenio Garin, di espressioni originalissime e tuttora centrali del pensiero italiano contemporaneo, destinate a segnare in misura rilevante anche il dibattito internazionale.


Formato 15x21 cm., pagine 176.


INDICE

Prefazione alla seconda edizione

La filologia vivente di un comunista critico
di Lelio La Porta e Donatello Santarone

Introduzione

Nota ai testi

Parte prima. Labriola: le radici del marxismo italiano

Il carteggio con Engels

I Saggi nella cultura italiana e europea

Parte seconda. Gramsci: i Consigli, questioni di teoria, il carcere, il mondo

La prospettiva del comunismo nell’Ordine Nuovo

Per la verità: intellettuali, classe, potere

Il diario del prigioniero 7047

Un classico dall’Italia all’estero (all’Italia?)

Parte terza. Il Manifesto e i suoi autori

Economia e Weltliteratur

Il marxismo italiano e il “problema” Engels

Appendice

La «filologia vivente»: Eugenio Garin e il metodo di Gramsci

Bibliografia

Indice dei nomi


Antonio A. Santucci (1949-2004) è stato direttore del Centro di Studi gramsciani presso l’Istituto Gramsci di Roma. Licenziato dall’Istituto Gramsci in seguito allo scioglimento del Pci, si era dedicato all’insegnamento universitario presso gli Atenei di Sassari, di Parma, di Napoli e, in ultimo, di Salerno dove era stato docente di Comunicazione Politica e poi di Sociologia Politica. La sua intensa attività di studioso è documentata dalla Bibliografia in appendice a questo volume.


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