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Il Partito Comunista Italiano

Il Partito Comunista Italiano

Autore: Togliatti Palmiro

ISBN13: 9788835981794

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«L’uomo semplice che dedica tutta la sua vita per lavorare e combattere a preparare le condizioni in cui si crei una società nuova, è il portatore di una nuova verità filosofica, anche se non sempre può esserne del tutto consapevole. L’adesione di milioni e milioni di donne e di uomini a un partito che combatte per creare una nuova società, è un fatto nuovo nella vita della nazione. L’umanità e la nazione diventano consapevoli del loro compito, che è di dominare il mondo dei rapporti sociali e dare inizio al regno della libertà. Noi siamo fieri di essere l’avanguardia consapevole di questo grande  movimento».

Palmiro Togliatti


Introduzione e cura di Lelio La Porta

Formato 13x21 cm., copertina con alette

Pagine 151


Palmiro Togliatti (Genova, 26-3-1893-Yalta, 21-8-1964) è stato il principale dirigente del Partito Comunista Italiano, dall’arresto di Gramsci da parte del regime fascista sino alla morte avvenuta in Unione Sovietica.
Dopo la prima guerra mondiale partecipa con Gramsci, Tasca e Terracini alla fondazione dell’Ordine nuovo, la rivista torinese che sostiene l’occupazione delle fabbriche nel “biennio rosso” 1919-20. Tra i fondatori del Partito Comunista d’Italia, ne diventa il segretario nel 1927 e lo sarà per tutta la vita salvo una breve parentesi tra il 1934 e il 1938, quando nell’Internazionale comunista avvia la politica dei fronti popolari antifascisti.
Dopo aver partecipato alla guerra antifranchista di Spagna, torna in Italia nel 1944 e con la cosiddetta “svolta di Salerno” ridefinisce la strategia del Partito comunista, che presuppone la liberazione dal nazifascismo e la partecipazione al governo di unità nazionale. Nell’Assemblea Costituente fu uno dei protagonisti dell’elaborazione della Costituzione democratica della nuova Repubblica italiana.
Vice presidente del Consiglio e Ministro di Grazia e Giustizia nei governi di unità nazionale, escluso poi per effetto della rottura dell'unità dei partiti antifascisti, guida il suo partito in una dura opposizione ai governi centristi della Democrazia cristiana, condotta insieme al Psi sempre sul terreno democratico per l’attuazione dei principi costituzionali.
Nel 1948 subisce un grave attentato che lo mette in pericolo di vita. Il suo richiamo al rispetto della convivenza democratica evita che l’ampia reazione popolare sfoci in una vera e propria guerra civile.
Nel 1951 rifiuta la proposta di Stalin di assumere la guida del Cominform, l’organizzazione mondiale dei partiti comunisti che aveva sostituito l’Internazionale. Resta alla guida del Pci, che nell’VIII Congresso del 1956 porta a compimento l’elaborazione della via italiana al socialismo. Una scelta democratica che fa del Partito comunista italiano la forza più innovativa nel panorama del movimento comunista internazionale, al quale Togliatti darà ancora un fondamentale contributo con due interventi di grande rilievo: il discorso di Bergamo del 1963 sul destino dell’uomo, in cui getta le basi per un duraturo incontro tra comunisti e cattolici, e il memoriale di Yalta sul rinnovamento del movimento comunista, scritto alla vigilia della morte.


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