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Considerazioni sul governo rappresentativo

Considerazioni sul governo rappresentativo

Autore: John Stuart Mill

ISBN13: 9788835981466

Anno pubblicazione: 2019

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Nella sua riflessione Mill esalta, come connotato del governo rappresentativo più sviluppato, la varietà, l’individuo, i diritti, le forme consensuali, le opinioni dissenzienti, la cultura poste a fondamento di ogni autorità che esige obbligo politico. E però, fuori dal contesto europeo-occidentale, tali organismi costituzionali (ispirati al canone di «un governo con una base minima di potere») non sono trasferibili per una insuperabile difficoltà della situazione storica, e anzi li ritiene beni politici minacciati anche nei paesi civili alla presa con il processo traumatico che porta verso i lidi della democrazia pura (con l’inefficacia in essa del controllo repressivo a tutela delle minoranze religiose quando gli stessi organi giurisdizionali dipendono dall’opinione pubblica, come apprende da Tocqueville). Se da un punto di vista normativo, e quindi a prescindere dall’applicabilità nelle condizioni storiche contingenti, il modello del «governo popolare» è superiore nel perseguimento del bene pubblico, e può essere assunto come «forma politica ideale», nel funzionamento degli istituti politici il governo rappresentativo è il più efficace strumento di organizzazione del potere legittimo e non invasivo che media tra principio di partecipazione con eguali diritti di libertà, attenzione al lungo periodo e tutela degli interessi in gioco, principio di maggioranza e pluralismo. Da liberale Mill apprezza i diritti e le libere istituzioni e però concede al punto di vista conservatore che i preziosi diritti che l’ordinamento ritaglia a favore del singolo, apprezzabili nel modello inglese, non sono in alcun modo validi universalmente. I principi del governo rappresentativo suppongono essi stessi un preciso contesto storico-istituzionale (protezione delle libertà del singolo attore nel perseguimento dei propri interessi, costruzione consensuale della legge, giustificazione razionale delle decisioni, regole procedurali consolidate).

(Dall’Introduzione di Michele Prospero)


A cura di Michele Prospero.

Formato 15x21 cm., pag. 336, copertina con alette.

Vedi gli altri volumi della collana Biblioteca.


INDICE

Introduzione. La rappresentanza tra deliberazione e conflitto, di Michele Prospero

Considerazioni sul governo rappresentativo

Prefazione

I. Fino a che punto le forme di governo sono questione di scelta

II. Il criterio per una buona forma di governo

III. Il governo rappresentativo come forma ideale di governo

IV. Le condizioni sociali nelle quali non è possibile il governo rappresentativo

V. Le funzioni dei corpi rappresentativi

VI. Pericoli e infermità che affliggono il governo rappresentativo

VII. La vera e la falsa democrazia: la rappresentanza del tutto e la rappresentanza della sola maggioranza

VIII. Sull’estensione del suffragio

IX. Sono possibili elezioni indirette?

X. Sul modo di votare

XI. La durata del parlamento

XII. Si devono richiedere garanzie ai membri del parlamento?

XIII. La seconda Camera

XIV. L’esecutivo nel governo rappresentativo

XV. I corpi rappresentativi locali

XVI. Il rapporto tra la nazionalità e il governo rappresentativo

XVII. I governi rappresentativi federali

XVIII. Lo Stato libero e il governo delle colonie


John Stuart Mill (Londra 20 maggio 1806 - Avignone 8 maggio 1873), filosofo ed economista, è stato uno dei massimi esponenti del liberalismo e dell’utilitarismo. È stato rettore dell’Università di St. Andrews in Scozia e deputato liberale al Parlamento dove ha proposto il diritto di voto alle donne, il sistema elettorale proporzionale e la legalizzazione dei sindacati e delle cooperative.


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