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Canti politici italiani. 1793-1945

Autore: Lamberto Mercuri, Carlo Tuzzi

ISBN13: 9788835981695

Anno pubblicazione: 2020

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Formato 15x21 cm., pag. 394.

Prefazione di Ferruccio Parri.


INDICE

Prefazione di Ferruccio Parri

Introduzione

Breve nota sulla poesia popolare

Gli autori sentitamente ringraziano

1793-1870
Inno a San Gennaro
Inno dell’albero della libertà
Canzone popolare bresciana del 1797
Canzone popolare veneziana del 1797
A lu suono de la gran cascia
’A signora donna Dianòra
Signò, mpennimmo chi t’ha traduto
Sti giacobin s’fazio razun
E quando finirà la brutta usanza
Lasciate de cantà ch’ecco i francesi
Quanno fu alla ‘Mpretatora
Partire, partirò
’O re ’e Napule
Sono italiano
Del nov’anno già l’alba primiera
Ponete, o bimbi, le ginocchia al suolo
La canzone di Ciceruacchio
Il battesimo
Oh quante volte l’ho desiderato
O giovani ardenti
A Pio IX
Stornello romano del 1848
Inno degli studenti
Inno (Fratelli d’ltalia)
Inno al re
Il re Tentenna
Dispaccio del duca di Modena a S.E. il feldmaresciallo Radetzky
La camelia toscana
Ci-git Radetzky
A Marengo celato in un pollaio
Cos’han de dî quij forestee
Evviva Radetzky
Né a Marian né a Cantù
Porchi de todisch
I funerali delle spie
La liberazione di Milano
La bandiera tricolore
Battista che tornò da Barlassina
Quel buffon de Ferdinand
Se il Papa è andato via
Noi siamo piccoli!...
Viva il re!
La Costituzione di re Nasone
La Palummedda bianca
’Nfamia
La Cittatella bella
Cc’èsti un corpu di rrialista
Firdinannu, Firdinannu
S’arrivurtau Napuli
E cu virdi, biancu e russu
Viva Ruggeru Settimu!
La Marsigliese italiana
Io vorrei che a Metternicche
Addio, mia bella addio!
Peschiera è stata vinta
Ferdinando, Ferdinando
Inno di guerra nel 1848-49
Canto degli insorti
Son ferito
La carabina del bersagliere
L’anno quarantotto
Viva Radeschi e viva Mettemich
Inno di Garibaldi
O la bella Gigogin
Stornelli popolari
Stornelli toscani
Stornelli popolari toscani
Il ritorno della rondinella
Stornelli popolari
Stornelli toscani
Song’asciute ’i rose ’i maggio
È cosa certa e vera di stupiri
E quannu Garibardu s’affacciava
Bedda, cu Garibardu minni vaju
Da quei bei giorni
Stornelli toscani
Canzone popolare
Bersagliere
Evviva Emanuelle
La caduta del re Bomba
La rondinella d’Aspromonte
Camicia rossa
Vittoriu ’Manuè, fammi un piaciri
L’addio del garibaldino alla sua innamorata con le risposte dell’innamorata al garibaldino
Il ritorno del garibaldino
Vittorio che comandi ai re dei regni
La rondinella di Mentana
Inno dell’esercito italiano a Roma

1871-1917
Ora ca cc’è la Talia, fannu Talia
L’Italia fatta ndj portau sti mali
Chiù soffriri nun putimo
... Pe rattoppasse un po’ li panni
E canta la zighéla: taia, taia
Lavora, cuntadèn, lavora fort
Li Parti di l’Annimina-vintuni
Canto degli scariolanti
L’altissimo de sora
La bersagliera dell’operaio
Dio lo vuole
Ciapla s’ e sol
Cristofiru Culumbu, chi facisti?
Quando a sò môrta mè a voi la bara
Giovane sso’
Lu ’nfernu è chinu di fiscali e judici
Il vetturino sgrida il cavallo
Inno dei lavoratori
L’inno dei divoratori
La beghina
Inno del primo maggio
Canto dei malfattori
Sante Caserio
Le ultime ore e la decapitazione di Sante Caserio
Addio, mia bella, addio
La voce di una madre
Canto dei mietitori
Inno di Bresci
Lamento della madre e della sposa di un richiamato morto in guerra a Bengasi
Inno a Tripoli
Li briganti a Roma (ovvero, il rincaro delle pigioni)
Inno repubblicano
Inno giovinazionalista
L’inno del Garibaldi tedesco
Contro la guenra 1915-18
Il 24 maggio 1915
Gorizia
Montenero, Montenero
Venti giorni sull’Ortigara

1917-1945
Le vittime di Pietroburgo
Canto di Matteotti
La guardia regia
Nudi alla meta
Canzone in onore dei caduti nella lotta antifascista
Canzone rivoluzionaria
Piangi o dolce creatura
Alla brigata Garibaldi
Battaglione Garibaldi
Il quinto reggimento
Somos hermanos de España e Italia
Sull’aria del «Sor Capanna»
Inno di Natale 1943
Delusione
I patrioti della Maiella
Da Casoli partiti
Inno dei «Patrioti della montagna»
Non ti ricordi
Stringiamo la cinta
Sul ponte fiume Sangro
L’armata del popolo
Bel partigian
La brigata Garibaldi
E canta la sighéla; taia, taia
Carmagnola
Partigiani siam del «Lori»
Raminghi per le terre
Quel dieci d’aprile
Partigiani di Romagna siam
Son proletari i partigiani
Viva la libertà
Il partigiano
Soffia il vento
Sutta a chi tucca
Un vessillo in alto sventola
Inno delle «Fiamme Verdi»
La canzone del Mortirolo
Noi della Val Camonica
Malga Lunga
Val Seriana
A Poggio S. Vicino
Addio Valle Roja
Avanti siam ribelli
La Badoglieide
A brüsa! sûta ’l Süsa Napina bleua avanti!
La canzone di Paralup
Là su quei monti
Marcia della VI brigata d’assalto Garibaldi
Non c’è tenente
Ohi partigian
Patria nostra che fosti tradita
Pietà l’è morta
Sì l’ha detto Mancinelli
Siam soldati dei gruppi Stellina
Sorgi Piemonte è l’ora
Tra le vette e tra i crinali
Valsesia, Valsesia
Canto con lo sten
La polenta gialla
Tievora è bella
Attraverso valli e monti
Avevo una casetta
La banda dei mascalzon
A Cosbana c’è un cimitero
Era con loro Nike
Lassù sul monte Grappa
Triestina

Canti di montagna dell’«Osoppo»
Il fazolet
L’inverno in Carnia
In morte di Maso
L’ombre

Italia libera
Valdôtain, au combat
Divisione Italia
Noi traditi
Bella ciao

Bibliografia essenziale


Lamberto Mercuri, storico, (Roma 1923 - 2009) dopo l’8 settembre 1943 è stato traduttore e interprete per l’esercito americano. Dopo la guerra è stato segretario di Ferruccio Parri di cui condivise anche le scelte politiche successive che lo portarono, dal Movimento della concentrazione repubblicana, fondato con Ugo La Malfa alla vigilia delle elezioni per la Costituente, all’ingresso nel Partito repubblicano. È stato vicino a Parri nella fondazione dell’Istituto nazionale per la storia del movimento di liberazione in Italia, nel 1949, e nella creazione della Federazione italiana delle associazioni partigiane (FIAP) ed è stato anche segretario e direttore del periodico Lettera ai compagni.

Carlo Tuzzi, (Firenze, 1863 – Torino, 1912) è stato un paroliere e scrittore italiano, noto principalmente per aver scritto, probabilmente nel 1908, il testo della tradizionale canzone Bandiera rossa. Scrisse il testo della canzone, su una musica di autore ignoto, forse una fusione di due melodie popolari lombarde. Pubblicò inoltre alcuni libri sulle tradizioni popolari romane


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