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Da Cossiga a Scalfaro. La Vicepresidenza del Consiglio Superiore della Magistratura nel quadriennio 1990-1994

Da Cossiga a Scalfaro. La Vicepresidenza del Consiglio Superiore della Magistratura nel quadriennio 1990-1994

Autore: Galloni Giovanni

ISBN13: 9788864730585

Anno pubblicazione: 2011

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Formato 15x21 cm., 158 pagine.

Prefazione di Stefano Rodotà.

Postfazione di Giuseppe Grechi.

Nel corso di vent’anni sono rimaste sostanzialmente identiche le polemiche contro la magistratura italiana e le pretese del passaggio dalla democrazia parlamentarea quella presidenziale.

Berlusconi interpreta oggi le stesse posizioni di Cossiga e di Craxi sulla linea della P2.
L’elezione del Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro nasce da una maggioranza che supera nel 1992 la Repubblica presidenziale e costringe Cossiga ad anticipare le dimissioni da Presidente della Repubblica.

Il paziente lavoro di Giovanni Galloni, considerato nel suo insieme, diviene così anche una analisi efficace dello stile e delle scelte di due Presidenze, quella di Francesco Cossiga e quella successiva di Oscar Luigi Scalfaro. Ma dalla ricostruzione della fase iniziale della sua Vice Presidenza viene in luce pure una vicenda assai inquietante. Galloni rifiutò di incontrare un esponente della loggia massonica P2, che intendeva sondare le sue intenzioni rispetto alla «possibilità che potessero continuare la loro funzione i magistrati risultati appartenenti» a quella loggia.
Gli effetti di quella decisione furono rivelatori di un atteggiamento di Cossiga nei confronti della massoneria poi confermati in successive occasioni. Annota Galloni: «La mia sorpresa fu che del mio rifiuto di incontrarmi con i capi della P2 fu subito informato il Presidente della Repubblica Francesco Cossiga. So che da quel momento cambiò il favore di Cossiga per la mia elezione alla vicepresidenza del CSM».


dalla prefazione di Stefano Rodotà

 

Giovanni Galloni, nato a Paternò (Catania) nel 1927, ha partecipato nel 1944 alla Resistenza a Bologna dove si è laureato in giurisprudenza nel 1947. Ha iniziato l’attività politica a Bologna nella Dc come dossettiano subito dopo la Liberazione. È stato delegato regionale dell’Emilia dei giovani democristiani dal 1945 al 1950 e contemporaneamente ha iniziato l’attività professionale, come legale e docente universitario. Dopo l’uscita di Dossetti dalla vita politica ha fondato e di fatto diretto Iniziativa democratica, dopo l’incontro con Rumor e Taviani. A poi diretto – in accordo con Giovanni Marcora “La Base” – e “Prospettive”. Due volte vicesegretario nazionale della Dc. La prima volta nel 1965 come espressione della sinistra Dc con il segretario Rumor; la seconda volta come vicesegretario vicario di Benigno Zaccagnini nel 1976 sino alla fine del 1978. Successivamente fu Presidente del gruppo parlamentare della Dc alla Camera per due anni, Direttore del quotidiano della Dc Il popolo dal 1982 al 1986, Ministro della Pubblica Istruzione dal 1987 al 1989. Ha chiuso il ciclo dell’attività politica con la vicepresidenza del Consiglio Superiore della Magistratura dal 1990 al 1994. Professore ordinario di Diritto agrario nella facoltà di giurisprudenza di Napoli nel 1987 e successivamente chiamato dalle facoltà di giurisprudenza dell’Università di Firenze e da ultimo della facoltà di giurisprudenza della 2a Università di Tor Vergata di Roma nel 1994.

 

INDICE

9 Prefazione di Stefano Rodotà (CLICCA A DESTRA DELLA COPERTINA PER SCARICARE LA PREFAZIONE)

13 Capitolo I – Introduzione
1. Le conclusioni di una esperienza politica, p. 13. – 2. La candidatura alla Vicepresidenza del CSM nel 1990 e il tentato intervento della P2, p. 14. – 3. Il veto della P2 e l’incomprensibile atteggiamento di Cossiga: la prima seduta del CSM al Quirinale (26 luglio 1990), p. 16. – 4. La seduta del 28 luglio 1990 del CSM al Palazzo dei Marescialli con le due votazioni per l’elezione del Vicepresidente, p. 22.

27 Capitolo II – La collaborazione con Cossiga nel primo anno della Vicepresidenza
5. Convergenze con Cossiga e divergenze da Cossiga sulla P2, p. 27. – 6. Mutato atteggiamento di Cossiga apparso dopo la sostituzione di Antonio Maccanico con Sergio Berlinguer, p. 29. – 7. L’apprezzamento della magistratura secondo il pensiero da me
sostenuto in uno scritto giovanile sull’interpretazione della legge, p. 30. – 8. La mia accettazione della posizione espressa nel 1990 dal magistrato Piero Pajardi, p. 33. – 9. Ragioni della convergenza dei socialisti di Craxi con il pensiero di Cossiga e della loro divergenza dal pensiero dei magistrati, p. 37. – 10. La chiamata di Giovanni Falcone al Ministero della Giustizia da parte di Claudio Martelli con il consenso di Cossiga, p. 39. – 11. La scuola del “pool antimafia” creata dal Consigliere Istruttore di Palermo Rocco Chinnici, p. 41. – 12. L’assassinio di Rosario Livatino e la ripresa degli omicidi della mafia contro gli aderenti alla scuola di Rocco Chinnici, p. 00. – 13. Le prime divergenze con Cossiga sul caso Gladio, p. 44. – 14. Sul tema della giustizia minorile un mio discorso a Sanremo e la ripresa della linea indicata da Gian Paolo Meucci già Presidente del Tribunale dei minori a Firenze, p. 46. – 15. Un tentativo di superare l’opposizione già manifestata al CSM da Cossiga in un mio discorso tenuto alla Corte d’Appello di Bologna, p. 47. – 16. Proposte del CSM sulla riforma dei codici di rito e la revisione degli uffici giudiziari, p. 49.

53 Capitolo III – Divergenze tra Cossiga e la magistratura italiana
17. La rottura con Cossiga avvenuta al Congresso nazionale tenuto a Vasto dai magistrati già all’inizio del 1991 e un orientamento divergente del CSM sia dal Ministro Martelli che dall’on. Craxi sulla Repubblica presidenziale, p. 53. – 18. La clamorosa rottura al Congresso dei magistrati a Vasto tra Cossiga e il Vicepresidente del CSM, p. 54. – 19. Il dibattito sull’autonomia e l’indipendenza della magistratura, rivendicato da tutti i magistrati al Convegno di Pontremoli, p. 57. – 20. Sul tema “cultura della legalità” la risposta del CSM a Cossiga contro la tesi della trasformazione della Repubblica parlamentare in Repubblica presidenziale e sulla conseguente riforma della magistratura, p. 59. – 21. Inizio della crisi dell’egemonia politica di Bettino Craxi. Il CSM per l’introduzione del giudice di pace, p. 61. – 22. Risposta dello Stato alla criminalità organizzata. Intervento a Latina, p. 62. – 23. Le elezioni del 5 – 6 aprile 1992. Furono la fine di un’epoca?, p. 64. – 24. Pubblicazione del Manuale dell’Udienza disciplinare del CSM, p. 66. – 25.
Una significativa controversia tra il CSM e il Ministro Martelli, p. 68. – 26. I collegamenti tra forze politiche e mafia sul terreno delle attività economiche, p. 69. – 27. La candidatura di Giovanni Falcone alla superprocura nazionale e il suo clamoroso omicidio prima della sua designazione al CSM, p. 72. – 28. Il tentativo di rompere l’unità tra magistrati giudicanti ed inquirenti. I magistrati si distinguono solo per funzioni, p. 75.

79 Capitolo IV – Dalla fine della Presidenza della Repubblica di Cossiga alla Presidenza Scalfaro
29. Dimissioni anticipate di Cossiga ed elezione di Scalfaro come Presidente della Repubblica, p. 79. – 30. Il nuovo indirizzo verso il CSM avviato da Scalfaro come Presidente della Repubblica, p. 81. – 31. Gli orientamenti del CSM conformi al pensiero del nuovo Capo dello Stato, p. 83. – 32. Un confronto tra CSM e UIL, p. 85. – 33. Un confronto tra magistrati e notai per ridurre i tempi della giustizia, p. 86. – 34. La commemorazione di Antonino Scopelliti, p. 87. – 35. Fare politica intesa non come diritto, ma come servizio, p. 88. – 36. L’autonomia del PM dal potere politico esecutivo, p. 90. – 37. Le proposte del CSM per migliorare la formazione dei magistrati, p. 91. – 38. Le conclusioni raggiunte dal CSM sui princìpi costituzionali della difesa dell’autonomia e indipendenza della magistratura dai poteri politici, p. 92. – 39. Le molteplici richieste legislative avanzate per iniziativa della Commissione Riforme proposte dal CSM e mai attuate finora dal potere politico, p. 94. – 40. Rapporto con Antonio Di Pietro addetto alla Procura della Repubblica di Milano, p. 95. – 41. L’intervento del CSM in Albania per la formazione di una magistratura autonoma dal potere politico, p. 97. – 42. L’attribuzione della Consulta al CSM (art. 110 della Costituzione) del potere di nomina dei magistrati agli incarichi direttivi anche in contrasto con il Ministro della Giustizia, p. 98.

101 Capitolo V – Cambiamento politico del sistema elettorale maggioritario. Elezioni politiche del marzo 1994 e suoi effetti sul CSM
43. La nomina di Caselli a Procuratore della Repubblica di Palermo e il rinvio a giudizio di Giulio Andreotti, p. 101. – 44. Le elezioni politiche del 27 marzo 1994 e la vittoria del centro-destra guidato da Berlusconi, p. 103. – 45. La seduta del CSM del 25 maggio
1994. “Segnalazione al Ministro della Giustizia della necessità di provvedere alla revisione delle Circoscrizioni giudiziarie e delle Procure”, p. 105. – 46. Un ordine del giorno del CSM contro il Presidente del Consiglio Berlusconi nell’ultima seduta del CSM, p.
109. – 47. Una maggioranza del CSM contrastata da Oscar Luigi Scalfaro, p. 111.

121 Appendice
I. Intervento dell’on. Giovanni Galloni all’atto dell’elezione a Vicepresidente del CSM (28 luglio 1990), p. 123. – II. Intervento del Vicepresidente on. Giovanni Galloni al Congresso Nazionale dei Magistrati di Vasto del 7 giugno 1991, p. 128. – III. Antonio
Brancaccio “La terzietà del giudice garanzia dello Stato di diritto”, p. 133.

153 Postfazione di Giuseppe Grechi

157 Indice dei nomi


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