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Diario di un socialcomunista siciliano. Tra memoria e futuro

Diario di un socialcomunista siciliano. Tra memoria e futuro

Autore: Nicola Cipolla

ISBN13: 9788864731377

Anno pubblicazione: 2014

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Pagine: 496, formato 15x21 cm., stampato su carta FSC, copertina con alette.

“[...] la più importante operazione politica di Li Causi è rappresentata dalla costituzione del Blocco del Popolo. Questa formazione per otto anni, gli anni cioè dopo Portella della Ginestra, del governo di centro-destra di Restivo e del cardinale Ruffini a Palermo, diresse politicamente, attraverso i propri membri comunisti e socialisti che guidavano il movimento sindacale nelle città e nelle campagne, la realtà delle lotte sociali. Il Blocco del Popolo rappresentò così una formazione politica che sarebbe potuta sbocciare nella costituzione di un partito social-comunista siciliano”.

 

Dall’Introduzione dell’autore

 

Durante gli anni del liceo Umberto comincia a conoscere il marxismo assieme a Nino Sorgi, Enzo Sellerio e altri ad iniziativa di professori socialisti. Dopo il 10 luglio del ’43 e lo sbarco degli alleati aderisce al Partito Socialista ed è tra i fondatori del “Fronte del lavoro”. Nel ’44 rifonda la Camera del Lavoro di Palermo assieme al segretario comunista Cesare Sessa. All’inizio del ’46, assieme ad altri, espelle dal PSI Rocco Gullo già vice sindaco di Palermo nella giunta separatista di Lucio Tasca nominata dall’Amgot di Poletti. Il Gullo venne successivamente reintegrato nel partito da P. Nenni e G. Saragat. Perciò Cipolla e altri giovani decidono di lasciare il PSI e di aderire al PCI guidato, all’epoca, in Sicilia da Girolamo Li Causi. Nel ’47 viene eletto segretario responsabile della Confederterra. Per tre legislature all’ARS (1951/1963). Eletto a Palermo nella lista del Blocco del Popolo e poi del PCI.

 

Nicola Cipolla. Eletto al Senato per tre legislature (1963/1976) nei collegi di Sciacca e poi di Ragusa e partecipa, dopo Ciaculli, insieme a Li Causi alla I Commissione Parlamentare antimafia. Dal ’68 al ’76 fa parte del gruppo comunista al Parlamento Europeo guidato da Giorgio Amendola. Nel 1982, su iniziativa di Pio La Torre, fonda il CEPES in collegamento con il CRS di Ingrao e il CESPE di Amendola, insieme agli ambientalisti della rivista Papir diretta da Gianni Silvestrini. Partecipa ancora oggi alle iniziative del Forum per l’Acqua e i beni comuni e a quelle per lo stato sociale e per la pace.

 

INDICE

Introduzione 7

I. Villalba 37

II. Agrigento 44

III. Il liceo Umberto e l’università 51

IV. La fondazione del PSI, della Camera del Lavoro e della federterra a Palermo 1943-1946 66

V. La Questione Agraria in Sicilia 100

VI. Portella della Ginestra, il Governo Restivo e la Legge di Riforma Agraria in Sicilia 119

VII. Lotta per la terra, Autonomia Siciliana e Comitato per la Rinascita del Mezzogiorno 153

VIII. L’attuazione della Riforma Agraria e la fine del Governo Restivo 170

IX. “Due tattiche della socialdemocrazia” L’alleanza coltivatori siciliani e l’Operazione Milazzo 190

X. La questione agraria a livello nazionale 220 XI. Primo approccio all’Europa – Dall’Atlantico agli Urali a partire... dalla DDR 243

XII. La riforma dell’affitto dei fondi rustici 267

XIII. La Questione Agraria nell’Europa della CEE 284

XIV. La parentesi laziale 314

XV. La crisi del PCI 324

XVI. Gli anni del CEPES Cercate ancora 350

XVII. Il CEPES senza Pio La Torre 377

XVIII. Il CEPES, la crisi del PCI e della Prima Repubblica 396

Epilogo Il secolo del silicio 433

 

Bibliografia 473

Indice dei nomi 479


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