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Il sogno di Omàr

Il sogno di Omàr

Autore: Rosa Romano Toscani

ISBN13: 9788864730288

Anno pubblicazione: 2010

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Pagine: 118.

”Perché non prendono la parola gli psicoanalisti, loro che potrebbero aiutare a far capire come queste fobie siano proiezioni di tensioni e crisi, di inquietudini profonde, di timori e fantasmi dell’animo?” (2000). È l’accorato grido di Toni Maraini. “La cultura, almeno in Italia, ha per decenni voltato le spalle al resto del mondo, o si è soddisfatta di luoghi comuni e al momento storico attuale è incapace di svolgere il proprio ruolo”, continua, accusando a buona ragione, l’Occidente di aver sfruttato le risorse dei paesi del Medio Oriente a discapito del loro sviluppo democratico.
Non potevo rimanere sorda e muta a questo accorato appello, al dolore che urla nel cuore.
Perché allora non ricorrere al sogno e all’allegoria in un tempo, il nostro, in cui dominano l’odio, la guerra, l’intolleranza? Il sogno non è forse uno dei linguaggi specifici di chi si occupa della cura delle anime?
Dice lo scrittore americano Paul Sanberg che “non avviene nulla se prima non si sogna” (1986) e lo psicoanalista inglese W.R. Bion che “l’atto di sognare crea l’inconscio e dunque la coscienza” (1962).

Il sogno di Omàr è il viaggio, attraverso l’illusione onirica, nelle speranze e nelle paure degli uomini che hanno perso la strada dei sogni.
Da circa un anno Omàr faceva un sogno ricorrente che lo attanagliava; solo alla fine della sua vita, Dio accolse le sue preghiere e mandò lui un sogno che risolvesse i suoi turbamenti. Omàr comprese così come il mezzo onirico potesse divenire per gli uomini quella luce che rischiara e invera le esistenze di chi ha perso la coscienza. Di questa verità Omàr si farà messaggero tra gli uomini che riceveranno i sogni che li illumineranno. I racconti sono collegati tra di loro dalla riflessione sul conflitto israelo-palestinese mediante l’osservazione partecipata di singole situazioni private.
Dalla manipolazione e dalla disperazione a cui è costretto l’uomo nelle culture aggressive e teocratiche, al ripudio della propria moglie, all’impossibilità di amore e di amicizia tra etnie diverse, alla violenza imposta alla donna dai costumi e dalla cecità di alcune tradizioni.
In ultima analisi, il racconto “La cultura della speranza” è una postilla di denuncia per chi ha calpestato, e continua a calpestarla, in nome di presunti principi che offendono il valore dell’uomo.

Rosa Romano Toscani ha compiuto gli studi umanistici laureandosi alla “Sapienza” in Lettere e Filosofia con una tesi sull’umorismo di Alberto Cantoni, della Scapigliatura milanese, presso la cattedra del Prof. Giacomo De Benedetti, relatore Prof. Walter Pedullà. Ha approfondito i suoi interessi culturali dedicandosi alla Psicoanalisi.
Si è specializzata in Psicologia presso la Pontificia Università Salesiana.
Socio fondatore della Società Italiana di Psicoterapia Psicoanalitica con funzioni di Training. Membro della European Federation for Psychoanalitic Psychoterapy in the Public Sector. Membro dell’International Society for Adolescent Psychiatry. E’ relatore in congressi nazionali ed internazionali. Svolge, attualmente, la sua professione di psicoterapeuta psicoanalitico in ambito privato, dopo una lunga esperienza di lavoro presso il Servizio Sanitario Nazionale. Docente in numerosi Corsi di formazione. Ha collaborato nel Comitato Direttivo della rivista “Psicoterapia Psicoanalitica”.


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