Il vecchio e il nuovo nelle politiche dell'oggi. Verso i partiti di programma

Galloni Giovanni

Il vecchio e il nuovo nelle politiche dell'oggi. Verso i partiti di programma

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Lo storico del domani riconoscerà nel crollo del muro di Berlino – rappresentato dalla immagine sulla copertina – la data della fine della cultura moderna iniziata con la scoperta dell'America.

Le anticipazioni della cultura postmoderna nascono in Italia dal confronto tra tutti i partiti antifascisti, i quali compirono non un compromesso ma un superamento delle rispettive ideologie raggiunto attraverso l'accordo sui principi fondamentali della Costituzione approvata, mentre sono nati negli Usa sotto la guida di Franklin Delano Roosevelt con il New Deal del 1934, che seguì la sconfitta nel 1929 del capitalismo e poi, con l'aiuto dell'Urss, anche del nazifascismo alla fine della seconda guerra mondiale e poi con la piena vittoria di Obama alla Presidenza della Repubblica nel 2008.

Nel pensiero di Moro, di Berlinguer e di Dossetti fu segnato l'avvio della cultura postmoderna attraverso la indicazione delle tre unità da costruire nel mondo:

1) la unità per il ripudio della guerra oltre che di tutti i paesi del mondo nell'Onu con la riduzione delle singole sovranità nazionali;
2) il dialogo tra tutte le religioni spirituali del mondo con il reciproco riconoscimento e il rifiuto del fondamentalismo religioso;
3) la unità del diritto nella giustizia secondo i principi delle rispettive Costituzioni.
In conclusione, la auspicata vittoria di Obama nelle prossime elezioni americane del 6 novembre 2012 potranno accelerare l'avvio verso la cultura postmoderna? Lo speriamo. Ma, anche se questa vittoria non si dovesse realizzare, il ciclo storico americano sarebbe ugualmente destinato ad andare, nel tempo, verso il graduale inizio, in Italia e nel mondo, del ciclo storico della cultura postmoderna del domani.

«Leggete e si allarga lo spazio, molto al di là delle persuasioni condivise e di quelle disputate. Moro, Berlinguer e Dossetti appaiono personaggi diversi dall'Italia che avrebbero dovuto guidare, quasi incompatibili.

E ancora adesso sei costretto a domandarti, quando, in che modo, per quale ragione, l'opinione pubblica si è divisa al punto da non riconoscerli. Scorgi il volto di Marx in uno spazio che non è di ricordocelebrazione, ma di critica rivisitazione, con un ruolo di personaggio determinante che non ti aspetti.

Vedi l'immagine benevola di Franklyn Delano Roosevelt, e di ciò che ha significato il New Deal. Incontri le ombre familiari e funeste di Ronald Reagan e Margaret Thatcher; si fanno avanti dal meglio del nostro passato John Kennedy, Robert Kennedy, Martin Luther King. Ma anche Bachelet e Ruffilli vengono avanti. Kissinger, Ford, il presidente italiano Leone, il presidente americano Carter. E compare – anzi c’è sempre – la CIA, eppure non è un romanzo. E non è un ricordo. È constatazione.

Questo è un documento importante della vita politica italiana e internazionale. L'epoca è cambiata, ti avverte Galloni, Ma niente è finito, e lo impariamo ogni giorno. Questo libro, perciò, è una guida da non dimenticare a casa mentre ti metti in viaggio nel dopo. Qualunque cosa sia il dopo».

dalla prefazione di Furio Colombo

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