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Il vecchio e il nuovo nelle politiche dell'oggi. Verso i partiti di programma

Il vecchio e il nuovo nelle politiche dell'oggi. Verso i partiti di programma

Autore: Galloni Giovanni

ISBN13: 9788864730950

Anno pubblicazione: 2012

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Formato 15x21 cm., stampato su carta FSC, 160 pagine.

Prefazione di Furio Colombo.

Lo storico del domani riconoscerà nel crollo del muro di Berlino – rappresentato dalla immagine sulla copertina – la data della fine della cultura moderna iniziata con la scoperta dell'America. Le anticipazioni della cultura postmoderna nascono in Italia dal confronto tra tutti i partiti antifascisti, i quali compirono non un compromesso ma un superamento delle rispettive ideologie raggiunto attraverso l'accordo sui principi fondamentali della Costituzione approvata, mentre sono nati negli Usa sotto la guida di Franklin Delano Roosevelt con il New Deal del 1934, che seguì la sconfitta nel 1929 del capitalismo e poi, con l'aiuto dell'Urss, anche del nazifascismo alla fine della seconda guerra mondiale e poi con la piena vittoria di Obama alla Presidenza della Repubblica nel 2008. Nel pensiero di Moro, di Berlinguer e di Dossetti fu segnato l'avvio della cultura postmoderna attraverso la indicazione delle tre unità da costruire nel mondo:

1) la unità per il ripudio della guerra oltre che di tutti i paesi del mondo nell'Onu con la riduzione delle singole sovranità nazionali;
2) il dialogo tra tutte le religioni spirituali del mondo con il reciproco riconoscimento e il rifiuto del fondamentalismo religioso;
3) la unità del diritto nella giustizia secondo i principi delle rispettive Costituzioni.
In conclusione, la auspicata vittoria di Obama nelle prossime elezioni americane del 6 novembre 2012 potranno accelerare l'avvio verso la cultura postmoderna? Lo speriamo. Ma, anche se questa vittoria non si dovesse realizzare, il ciclo storico americano sarebbe ugualmente destinato ad andare, nel tempo, verso il graduale inizio, in Italia e nel mondo, del ciclo storico della cultura postmoderna del domani.

«Leggete e si allarga lo spazio, molto al di là delle persuasioni condivise e di quelle disputate. Moro, Berlinguer e Dossetti appaiono personaggi diversi dall'Italia che avrebbero dovuto guidare, quasi incompatibili. E ancora adesso sei costretto a domandarti, quando, in che modo, per quale ragione, l'opinione pubblica si è divisa al punto da non riconoscerli. Scorgi il volto di Marx in uno spazio che non è di ricordocelebrazione, ma di critica rivisitazione, con un ruolo di personaggio determinante che non ti aspetti. Vedi l'immagine benevola di Franklyn Delano Roosevelt, e di ciò che ha significato il New Deal. Incontri le ombre familiari e funeste di Ronald Reagan e Margaret Thatcher; si fanno avanti dal meglio del nostro passato John Kennedy, Robert Kennedy, Martin Luther King. Ma anche Bachelet e Ruffilli vengono avanti. Kissinger, Ford, il presidente italiano Leone, il presidente americano Carter. E compare – anzi c’è sempre – la CIA, eppure non è un romanzo. E non è un ricordo. È constatazione. Questo è un documento importante della vita politica italiana e internazionale. L'epoca è cambiata, ti avverte Galloni, Ma niente è finito, e lo impariamo ogni giorno. Questo libro, perciò, è una guida da non dimenticare a casa mentre ti metti in viaggio nel dopo. Qualunque cosa sia il dopo».
(dalla prefazione di Furio Colombo)

INDICE

Prefazione
Il lungo viaggio di Giovanni Galloni
di Furio Colombo

15 Introduzione. Verso l’inizio della cultura postmoderna
Un contributo per un momento di svolta di tutti i partiti ideologici antifascisti, p. 15 – Il colloquio con Moro il 20 febbraio 1978, p. 16 – Il colloquio con Enrico Berlinguer alla fine di dicembre del 1980, p. 19 – Il colloquio con Giuseppe Dossetti nella prima metà di febbraio del 1994, p. 24 – Il passaggio dai partiti ideologici, nati dalla cultura moderna e dai partiti di potere fonte di corruzione verso i partiti di programma, p. 33 – Perché l’auspicio per le imminenti elezioni americane del presidente Barack Obama, p. 35.

39 Perché Marx non fu marxista?
Tornato attuale lo studio su Karl Marx, p. 39 – Marx ha scoperto la legge dello sviluppo della storia umana, p. 41 – Le Tesi di Marx su Feuerbach, p. 46 – I manoscritti di Marx sulle relazioni dell’economia con lo Stato, il diritto, la vita civile, p. 47 – Struttura e sovrastruttura nel pensiero di Marx: una distinzione ancora ambigua, p. 49 – Aspetti ancora attuali del pensiero di Karl Marx, p. 51.

53 I partiti di programma secondo i princìpi della cultura post-moderna nelle intuizioni di Berlinguer e di Dossetti
La corruzione dei partiti della Resistenza e la loro trasformazione in partiti di programma nel pensiero di Enrico Berlinguer, p. 53 – Collegamento tra i due colloqui personali avuti a distanza di 13 anni prima con Enrico Berlinguer e poi con Don Giuseppe Dossetti, p. 56 – Collegamento tra la posizione di Dossetti e quella di Maritain nel 1951 sul rifiuto della guerra, p. 59 – Laicità dello Stato: il riconoscimento delle Chiese negli articoli 7 e 8 della Costituzione, p. 61 – La funzione di Dossetti al Concilio Ecumenico Vaticano II simile a quella avuta alla Costituente, p. 63 – L’unità del diritto terzo principio
fondamentale della cultura postmoderna, p. 67.

69 Cicli della storia americana e passaggio
dalla cultura moderna alla cultura post-moderna I cicli della politica americana prima della sconfitta del comunismo sovietico, p. 69 – Nel ciclo della politica americana guidato da Roosevelt punti di contatto con la Russia sovietica, p. 73 – Il ciclo conservatore repubblicano negli anni Cinquanta in Usa, p. 77 – Gli eccessi del maccartismo in tutto il decennio 1950, p. 79 – Il ciclo progressista iniziato con il democratico Kennedy e il mistero sui mandanti del suo assassinio, p. 81 – La Presidenza del repubblicano Nixon e la sua drammatica conclusione con lo scandalo Watergate, p. 86 – Il difficile rapporto di Moro con il Presidente Ford e con il suo collaboratore Kissinger, p. 88 – L’ambigua Presidenza della Repubblica a favore del democratico Carter, p. 91 – Le mie visite in America tra il 1980 e il 1984, p. 92 – La svolta conservatrice in contrasto con il New Deal durante la duplice Presidenza di Reagan, p. 99.

105 Caratteri dei partiti di programma
Tra le vigenti Costituzione italiana e quella americana: differenze e identità, p. 105 – Tendenze in America per l’introduzione di qualche aspetto del parlamentarismo, p. 107 – Differenze ed analogie nell’evoluzione dei partiti in America e in Italia, p. 110 – In Italia ancora valida nei partiti la definizione dell’art. 49, p. 113 – Nel 1980 il passaggio in Italia dai partiti ideologici ai partiti di potere, p. 115 – La tendenza alla profonda modifica della Costituzione italiana impressa da Craxi dopo il 1980, p. 119 – Il cambiamento del Pci durante la segreteria di Enrico Berlinguer, p. 122 – I partiti democratici di programma, collegati col territorio e non più ideologici o di potere, p. 126 – La fine dei partiti ideologici in Italia dopo il crollo del muro di Berlino, p. 130 – La laicità della politica nel pensiero dei democratici nei partiti europei e in Obama, p. 133 – Un duplice programma dei partiti: primo programma per le revisioni possibili della Costituzione; secondo per formare la maggioranza in Parlamento per la fiducia al governo, p. 138.

143 I programmi dei partiti per garantire la stabilità della legislatura e per le revisioni possibili della Costituzione e delle leggi elettorali
Gli effetti del crollo del muro di Berlino negli Usa sul ciclo politico «conservatore», p. 143 – Effetti del crollo del muro di Berlino in Italia tra il 1989 e il 2011, p. 149 – In Italia una nuova legge elettorale, p. 151 – Il pensiero di Roberto Ruffilli su una nuova legge elettorale politica, p. 155 – I princìpi essenziali di una legge elettorale secondo la Costituzione vigente, p. 156 – Le proposte raccomandate per la nuova legge elettorale politica, p. 157 – Le revisioni della Costituzione attraverso l’art. 138 della Costituzione, p. 158 – Immodificabilità dell’art. 41 della Costituzione, p. 160 – Le revisioni costituzionali possibili, p. 162 – Impossibile una democrazia senza i partiti. Possibile invece una democrazia con partiti di programma, p. 166 – Validità permanente della definizione dei partiti secondo l’art. 49 della Costituzione, p. 169.

173 Punti di incontro tra la costituzione italiana e il programma di Obama
Dalla cultura moderna alla cultura postmoderna, p. 173 – Dalla Resistenza all’assassinio di Moro: mia personale esperienza nella Dc come partito ideologico, p. 177 – Collegamento tra la Costituzione italiana e il discorso programmatico di Obama per le elezioni presidenziali del 2008, p. 182 – Il collegamento del programma di Obama con gli articoli 7 e 8 della Costituzione italiana, p. 184 – Ancora punti di contatto del programma di Obama con gli articoli dal 32 al 47 della nostra Costituzione, p. 187 – Con la prossima elezione di Obama, il passaggio verso un nuovo ciclo della politica americana
da una cultura moderna ad una cultura postmoderna?, p. 190 – La crisi dei partiti e la diminuzione dei cittadini alle urne nell’esperienza americana e in quella italiana, p. 193 – Conclusioni, p. 196.

201 Indice dei nomi

Giovanni Galloni Nato a Paternò (Catania) nel 1927, ha partecipato nel 1944 alla Resistenza a Bologna dove si è laureato in giurisprudenza nel 1947.
Ha iniziato l’attività politica a Bologna nella Dc come dossettiano subito dopo la Liberazione come delegato regionale dei gruppi giovanili dal 1945 al 1950 e contemporaneamente ha iniziato l’attività professionale, come legale e docente universitario. Dopo l’uscita di Dossetti dalla vita politica ha fondato e di fatto diretto “Iniziativa democratica”, dopo l’incontro con Rumor e Taviani, e successivamente, “La Base” e poi “Prospettive” in accordo con Giovanni Marcora. Due volte vicesegretario nazionale della Dc. La prima volta nel 1965 come espressione della sinistra Dc con il segretario Rumor; la seconda volta come vicesegretario vicario di Benigno Zaccagnini nel 1976 sino alla fine del 1978. Successivamente fu Presidente del gruppo parlamentare della Dc alla Camera per due anni, Direttore del quotidiano della Dc Il popolo dal 1982 al 1986, Ministro della Pubblica Istruzione dal 1987 al 1989. Ha chiuso il ciclo dell’attività politica con la vicepresidenza al Consiglio Superiore della Magistratura dal 1990 al 1994. Professore ordinario di Diritto agrario nella facoltà di giurisprudenza di Napoli nel 1987 e successivamente chiamato dalle facoltà di giurisprudenza dell’Università di Firenze e da ultimo di Roma nel 1994.


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