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Karl Marx: riccio o volpe?

Karl Marx: riccio o volpe?

Autore: Lelio La Porta

ISBN13: 9788835981367

Anno pubblicazione: 2018

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«Molte cose conosce la volpe; il riccio una sola ma importante».

Questo libro vuole essere polemico e prende spunto dall’atteggiamento mai abbandonato da Berlin e sintetizzato da lui come segue: la «indignazione per tutti gli inganni dei marxisti, per tutte quelle chiacchiere sulla “vera libertà”, per il gergo stalinista e comunista della “libertà autentica”».
L’intenzione è lanciare un sasso nello stagno delle idee che hanno isterilito e schiacciato su posizioni prossime a quelle di Berlin quanti dovrebbero avere la responsabilità di orientare le classi subalterne e, invece, si rinchiudono nella morta gora di ragionamenti su chi siamo, senza guardare a ciò che siamo stati e a quello che dovremmo, e dovremo, essere.


Formato 13x21 cm.
80 pagine


INDICE

Per capire il senso di una polemica

Prologo
Una questione di metodo

Parte prima
Karl Marx narrato da Isaiah Berlin

Parte seconda
La libertà: Marx, sostenuto da altri, risponde a Berlin

Parte terza
Gramsci e Lukács rispondono a Berlin che li ha definiti “indipendenti seguaci” di Marx

Sinteticissimo tentativo di conclusione


Per capire il senso di una polemica
Questo libro vuole essere polemico e prende spunto dall’atteggiamento mai abbandonato da Berlin e sintetizzato da lui come segue: la «indignazione per tutti gli inganni dei marxisti, per tutte quelle chiacchiere sulla “vera libertà”, per il gergo stalinista e comunista della “libertà autentica”». Le pagine che seguono hanno la modestissima intenzione di lanciare un sasso nello stagno delle idee che hanno isterilito e schiacciato su posizioni prossime a quelle di Berlin quanti dovrebbero avere la responsabilità di orientare le classi subalterne e, invece, si rinchiudono nella morta gora di ragionamenti su chi siamo, senza guardare a ciò che siamo stati e a quello che dovremmo essere. La polemica può essere sintetizzata in due affermazioni di quegli «indipendenti seguaci» di Marx che Berlin individua in Lukács e Gramsci. Lukács definisce gli intellettuali del tipo Berlin come convinti «di essere al di sopra dei contrasti di classe, degli interessi egoistici degli uomini» per cui questo diventa

il punto di vista tipico dell’intellettuale che non partecipa – in forma immediata – al processo produttivo, e la cui base esistenziale, dal punto di vista sia materiale che spirituale, sembra essere «tutta» la società senza distinzione di classi (…) e perciò l’intellettuale, nel momento in cui s’impegna seriamente a riconoscere la verità e a predicarla, è convinto di non vedere alcuna base sociale su cui poter edificare la sua «verità».

E Gramsci:

Quando discuti con un avversario, prova a metterti nei suoi panni. Lo comprenderai meglio e forse finirai con l’accorgerti che ha un po’, o molto, di ragione. Ho seguito per qualche tempo questo consiglio dei saggi. Ma i panni dei miei avversari erano così sudici che ho concluso: è meglio essere ingiusto qualche volta che provare di nuovo questo schifo che fa svenire.

Certo l’affermazione gramsciana è forte ma rende il senso profondo della ricerca di vie nuove che, guardando a ieri, sappiano indicare il domani per uscire dallo stantio presente. Con pessimismo dell’intelligenza e ottimismo della volontà.


Lelio La Porta, docente nei licei, membro della International Gramsci Society, collaboratore di Critica marxista, è autore di Etica e rivoluzione nel giovane Lukács (1991), Antonio Gramsci e Hannah Arendt. Per amore del mondo grande, terribile
e complicato (2010), Hannah Arendt. Il problema storico della libertà (2017). Ha redatto diverse voci del Dizionario Gramsciano (a cura di G. Liguori e P. Voza, 2009) e ha curato, insieme a Giuseppe Prestipino, I Quaderni del carcere di Antonio Gramsci. Un’antologia (2014). Sempre con Prestipino ha pubblicato Antonio Gramsci, Contro l’indifferenza (2008), un’antologia per le scuole medie superiori. Inoltre ha curato le tre antologie Un Gramsci per le nostre scuole, Gramsci chi?, Che Guevara chi? (2016-2018). È autore di diversi saggi, in specie di argomento gramsciano.


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