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La legge naturale in John M. Finnis

La legge naturale in John M. Finnis

Autore: Tommaso Scandroglio

ISBN13: 9788835960584

Anno pubblicazione: 2008

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Pagine: 188.

Il tentativo di seppellire una volta per tutte le dottrine che fanno riferimento alla legge naturale etichettandole come superate e logore è una tentazione che nella storia della filosofia del diritto è assai frequente. Ma accade che quanto più si attacca con pervicacia ogni forma di giusnaturalismo tanto più questo prende vigore. Nella discussione odierna sulla legge naturale una posizione dottrinale che si segnala per l'interessante e peculiare costrutto teorico è quella del filosofo contemporaneo John M. Finnis, esponente di spicco della cosiddetta Scuola Neoclassica. Secondo Finnis la ragione ha una natura intrinsecamente pratica, perché la ragione conosce il fondamentale principio autoevidente della natura umana: Il bene deve essere sempre perseguito, il male sempre rifiutato. Di conseguenza la razionalità pratica dichiara irrazionale qualsiasi azione che non abbia il bene come scopo. In questo saggio Tommaso Scandroglio disegna un ritratto sintetico del pensiero di Finnis sulla legge naturale, mettendo in luce gli elementi di indiscussa originalità delle sue tesi, ma appuntandone anche ambiguità e aporie. Finnis infatti compie un'operazione dai profili sicuramente innovativi, seppur rischiosa. Recupera il portato culturale dell'insegnamento di Aristotele e soprattutto di Tommaso D'Aquino, ma utilizzando metodologie di indagine proprie della analytical jurisprudence. Una sintesi ardita dunque: contenuto mutuato nonché rielaborato dalla tradizione classica e scolastica, tecniche di ricerca derivate dall'ambito della scuola analitica. Sintesi che genera un duplice effetto. Da un lato Finnis riesce nell'intento di attualizzare la teoria classica sulla legge naturale e renderla rispondente alla sensibilità moderna. Su un altro versante però la fondazione di una morale naturale svincolata da un assetto metafisico - non radicata nella natura umana bensì in elementi caratterizzati da aspetti più vicini a dati empirici-esperienziali e alla sociologia descrittiva - espone tutta la costruzione teorica di Finnis a severe critiche: la liceità morale dell'atto si sottrae a criteri assoluti e universali e tende a trascolorare nei toni oscuri del situazionismo e del soggettivismo.

Tommaso Scandroglio è dottorando di ricerca in Filosofia del Diritto presso l'Università degli studi di Padova e assistente di Filosofia del Diritto e Filosofia Teoretica presso l'Università Europea di Roma. Nel 2005 ha scritto il volume Tv accesa Cervello spento (Ed. Art) concernente l'etica della comunicazione massmediatica e nel 2007 ha pubblicato un saggio sul diritto naturale di stampo tomistico dal titolo La legge naturale. Un ritratto (Ed. Fede & Cultura). Ha curato nel 2008 il volume Questioni di vita e di morte (Ed. Ares) riguardante dieci tematiche di morale naturale e di bioetica. E' autore del saggio Valutazioni critiche in merito alle tesi di J.M. Finnis e della Scuola Neoclassica sulla legge naturale pubblicato in Divus Thomas e della relazione La carta dell'Onu tra legge naturale e diritto positivo pubblicato in Atti del convegno «I fondamenti de diritto. La persona umana tra legge e libertà» (Ed. Fede & Cultura). Ha redatto una recensione a Russell Hittinger, Thomas Aquinas and the Rule of Law - Tommaso d'Aquino e la rue of law (Rubbettino), dal titolo Ordo et ratto in Hittinger apparsa nella rivista Diritto & Questioni Pubbliche. Ha scritto altresì per riviste a carattere divulgativo quali Studi Cattolici, Radici Cristiane, il Timone. Da una decina di anni è impegnato con continuità in conferenze, convegni, dibattiti e seminari.


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