L’emersione della rappresentazione mentale dalla sua genesi alle forme psicopatologiche
Questo libro propone una tesi chiara: le nostre rappresentazioni mentali non emergono nel vuoto, né sono semplici “copie” interne della realtà; prendono forma lungo traiettorie di azione. Nella nostra evoluzione e nel nostro sviluppo, prima del concetto, c’è il gesto; prima della credenza, c’è la coordinazione; prima del significato, c’è un corpo che si muove, che anticipa, che corregge i propri errori, e che soprattutto si sintonizza con corpi simili. È in questa trama di scambi (nelle micro-dinamiche dell’interazione, nelle pratiche condivise, nella reciprocità percettiva e motoria) che il mentale acquista spessore, stabilità e normatività. Con uno stile narrativo ma rigorosamente ancorato alla letteratura contemporanea, il volume attraversa i principali snodi del dibattito nelle scienze cognitive: dall’embodied e dall’enattivismo alle teorie predittive della mente, dai vincoli biologici dell’azione alla dimensione sociale dell’intenzionalità. Questo libro è un invito a ripensare la mente non come un archivio interno, ma come un processo: qualcosa che non possediamo soltanto, ma che impariamo a costruire, mantenere e trasformare insieme.










