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L'albereto perduto (Terzo e quarto libro)

L'albereto perduto (Terzo e quarto libro)

Autore: Rafael Alberti

ISBN13: 9788864731155

Anno pubblicazione: 2012

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Pagine: 420, formato 15x21 cm., stampato su carta FSC.

Traduzione, introduzione e note di Loretta Frattale.

Testimone del proprio tempo, di un’epoca che lo ha visto al centro di tanti eventi straordinari, Rafael Alberti riannoda qui il filo delle proprie memorie interrotto nel 1959, quando pubblica a Buenos Aires il suo primo Albereto perduto, che si chiude con le immagini di una Spagna in festa per l’avvento della Repubblica (1931). Uno spaccato di vita, quello che viene qui restituito, particolarmente dilatato, critico, problematico. Si va dai primi anni Trenta del Novecento, in cui il poeta attraversa l’Europa per studiare i nuovi movimenti che animano la scena teatrale, stabilendo anche i primi contatti con artisti e intellettuali francesi, tedeschi, russi, di altissimo rango come Aragón, Supervielle, Michaux, Picasso, Chagall, Brecht, il gruppo dei poeti russi del circolo di Majakovskij e tanti altri ancora, ai reiterati viaggi nel continente americano prima e dopo la guerra civile, alla Cina – dove si spinge animato, oltre che da comprensibile curiosità ideologica, dalla sempre viva vocazione calligrafica - all’Italia, dove trascorre gli ultimi quattordici anni del lungo esilio (1963-1977), infine alla nuova Spagna democratica (1977-1987).

Rafael Alberti nasce nel 1902 a El Puerto de Santa María, nella baia di Cadice. Ancora adolescente manifesta una decisa vocazione per la pittura. Nel 1917 è a Madrid, dove in pochi anni si fa apprezzare come giovane artista d’avanguardia. Nel 1920 muove i primi passi nella società letteraria che non tarderà a riconoscerne il talento assegnando alla sua prima creazione, Marinero en tierra, l’ambito Premio Nacional per la poesia (1924). Seguono opere fondamentali come El alba del alhelí (1928), Cal y canto (1929), Sobre los ángeles (1929), frutto anche dell’intenso sodalizio con i poeti e gli artisti della cosiddetta generazione del 27 (Lorca, Guillén, Salinas, Moreno Villa, Buñuel, Dalí) di cui è considerato esponente di spicco. Dal 1931 la sua poetica vira verso l’impegno politico e sociale. Durante la guerra civile lo si vede in prima la nella difesa della seconda Repubblica Spagnola. Alla fine del confitto, con la vittoria di Franco, lascia la Spagna per un lungo esilio che lo porterà in Francia, in Argentina, in Italia, prima di poter rientrare, nel 1977, in patria, dove morirà ultranovantenne nel 1999. Nella sua vasta e articolata produzione letteraria dell’esilio figurano opere inversi, in prosa, teatrali e lirico-grafi che, confermando quella natura eclettica e aperta a ogni sperimentazione manifestata già negli esordi.

Loretta Frattale insegna “Letteratura spagnola” presso l’Università di Roma “Tor Vergata”. Pubblica in Italia e in Spagna. Si è principalmente occupata del modernismo catalano, della generazione del Novantotto e di autori del primo Novecento (Ganivet, Unamuno, Darío, D’Ors, Jiménez, Lorca, Alberti).
Ha tradotto e/o introdotto testi di autori catalani (Il libro delle bestie di Ramon Llull) e spagnoli (tra gli altri: Indagine su un uomo morso dalla tarantola di Pedro Francisco Doménech y Amaya, Ideario spagnolo di Ángel Ganivet, Il caffè degli artisti di Camilo José Cela, Faville di vita di Carlos Edmundo
de Ory). Ha recentemente pubblicato il saggio Melanconia, crisi e creatività nellaletteratura spagnola tra Otto e Novecento. Ha collaborato e collabora a riviste italiane e straniere.


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