L'albereto perduto (Terzo e quarto libro)

Rafael Alberti

L'albereto perduto (Terzo e quarto libro)

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Testimone del proprio tempo, di un’epoca che lo ha visto al centro di tanti eventi straordinari, Rafael Alberti riannoda qui il filo delle proprie memorie interrotto nel 1959, quando pubblica a Buenos Aires il suo primo Albereto perduto, che si chiude con le immagini di una Spagna in festa per l’avvento della Repubblica (1931).

Uno spaccato di vita, quello che viene qui restituito, particolarmente dilatato, critico, problematico. Si va dai primi anni Trenta del Novecento, in cui il poeta attraversa l’Europa per studiare i nuovi movimenti che animano la scena teatrale, stabilendo anche i primi contatti con artisti e intellettuali francesi, tedeschi, russi, di altissimo rango come Aragón, Supervielle, Michaux, Picasso, Chagall, Brecht, il gruppo dei poeti russi del circolo di Majakovskij e tanti altri ancora, ai reiterati viaggi nel continente americano prima e dopo la guerra civile, alla Cina – dove si spinge animato, oltre che da comprensibile curiosità ideologica, dalla sempre viva vocazione calligrafica - all’Italia, dove trascorre gli ultimi quattordici anni del lungo esilio (1963-1977), infine alla nuova Spagna democratica (1977-1987).


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