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Lavoro «produttivo» e «improduttivo» - Un altro fallimento della «scienza economica» con alcune riflessioni sul falso problema delle pensioni

Lavoro «produttivo» e «improduttivo» - Un altro fallimento della «scienza economica» con alcune riflessioni sul falso problema delle pensioni

Autore: Vittorangelo Orati

ISBN13: 9788864730066

Anno pubblicazione: 2010

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Pagine: 268.

Sin dai suoi inizi la «scienza economica» ha cercato di rispondere a una istanza (principio di economia) che rimanda al suo stesso oggetto oltre che a una esigenza di semplice buon senso: la possibile distinzione/discriminazione tra lavoro «produttivo» e «improduttivo». Ma anche a tal proposito la «scienza triste» ha dovuto alla fine prendere atto di un suo ulteriore fallimento. In questo libro, Orati, accreditatosi come il massimo radicale sfidante il Gotha internazionale della economics, non solo rilancia il problema ma ne trova anche una soluzione, stimolata dalla crescente barbarie culturale che sta dietro al «problema pensionistico» e alla sua presunta universale (vedi la procedura di infrazione attivata dalla UE nei confronti dell’Italia a proposito del mancato adeguamento a 65 anni dell’età pensionabile delle donne) «risoluzione» attraverso il «rimedio» dell’allungamento dell’età pensionabile. Barbarie rinvenibile nella circostanza che vede non avvertita a proposito di un tale problema l’esigenza di andare alla radice della mancata distinguibilità del lavoro «produttivo» da quello «improduttivo» e quindi l’esigenza che gli sta dietro: di andare all’origine del più generale fallimento della scienza economica. La «soluzione» dell’allungamento della vita lavorativa non solo non risolve il «problema pensionistico» ma, come sempre capita per una «scienza» che pontifica e prescrive senza adeguatamente conoscere, rischia molto seriamente di bloccare l’intero processo dello sviluppo economico con collegata exit strategy dalla attuale profonda crisi economica globale. Approssimandosi certamente alla verità il giudizio (per il quale il libro fornisce la chiave analitica) secondo cui nei contesti di più antico lignaggio capitalistico in via di deindustrializzazione la frazione di lavoratori «produttivi» rappresenta una quota man mano decrescente dei lavoratori occupati. Un ulteriore allarme che impone una critica impietosa ai fondamenti «scientifici» della «Globalizzazione».

Vittorangelo Orati. Ha insegnato in università italiane e straniere. Ha fondato: l’International Institute of Advanced Economic and Social Studies (IIAESS) e le International Schumpeter Lectures di cui è Editor (IIA ESS & J. Hoipkins University). È nel comitato scientifico di prestigiose riviste internazionali ove sono presenti numerosi Premi Nobel. Con Klein e Solow, tra questi ultimi, è tra gli autori che hanno licenziato il primo dei quattro numeri speciali (v. anche, Paul Samuelson & the Foundation of Modern Economics, K. Puttaswamaiah, Editor, Transaction Publisher, New Brunswick, USA, London, UK, 2001) con cui l’«International Journal of Applied Economics and Econometrics» (IIAEE) ha inteso onorare P.A. Samuelson. Qui ha trovato analiticamente inconseguente quest’ultimo come interprete del suo maestro Schumpeter; contestandogli inoltre il carattere scientifico della Macroeconomia, formulando una alternativa teorica che sbocca nella Dynamic Discriminating Equation. Orati ha fornito l’unica spiegazione non confutata del paradosso della stag-flation con cui si sono cimentati i più blasonati economisti. Il recente libro Globalization Scientifically Unfounded, Special Issue dell’IJAEE, Bangalore e Roma 2003, gli ha permesso di criticare i fondamenti della secolare teoria ricardiana dei costi comparati. Tutt’ora architrave «scientifico» della Globalizzazione, di cui ha anche previsto la tendenziale implosione, formulando una teoria radicalmente nuova del Commercio Internazionale. Sono anche da segnalare: Una teoria della teoria economica, UTET, Torino, 1999 (2 voll.); Produzione di merci a mezzo lavoro, Liguori, Napoli, 1984; L’anomalia della stag-flation e la crisi dei paradigmi economici, Liguori, Napoli, 1984; Il (corto)circuito ovvero una moneta per l’economia, ISEDI , Torino,1992 (ove Orati risolve l’imbarazzante stallo che in materia monetaria affligge la teoria economica ufficiale: che non sa e non può risolvere il dilemma relativo alla natura «endogena» o «esogena» e al ruolo della quantità di moneta offerta nell’ ambito dell’alterna e ciclica dinamica capitalistica). Ha curato con S.B. Dahiya i tre volumi dell’opera Economic Theory in the Light of Schumpeter’s Scientific Heritage, Spellbound Pubblications, Rohtak, 2001. Qui, nel suo saggio d’apertura arricchisce la sua interpretazione del lascito scientifico di Schumpeter, anticipata in Il ciclo monofase. Saggio sugli esiti aporeteci della «dinamica» di J.A. Schumpeter, Liguori, Napoli, 1988, che mostra come la invalsa manieristica «lettura» dell’opera del grande economista moravo, pour cause, rappresenti uno dei sintomi dell’ormai cronico stato di crisi e di stallo della «scienza economica».


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