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Perché non posso non dirmi comunista. Una grande utopia che non può morire

Perché non posso non dirmi comunista. Una grande utopia che non può morire

Autore: Mario Alighiero Manacorda

ISBN13: 9788864731490

Anno pubblicazione: 2014

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Pagine: 136, formato 13x21 cm., copertina con alette.

Prefazione di Donatello Santarone.

Tardivamente, dopo anni dalla prima edizione di questo libro, uscito nel 1997 presso gli Editori Riuniti col titolo al plurale Perché non possiamo non dirci comunisti, debbo chiarire che non è nato come un libro politico, e tanto meno partitico. Per la prima parte è uno sfogo personale, lo sfogo poetico di un animo sventurato ma tuttavia ribelle. Per la seconda parte è l'invito a una lettura, che io chiamo umanistica, di due grandi del pensiero socialista (o, piuttosto, comunista), Marx e Gramsci, per mostrarne lo spessore culturale e l’alta carica umana. Per la terza parte, presente solo in questa edizione col titolo al singolare Perché non posso non dirmi comunista, questa volta sfiorando la politica, è una spiegazione del come e perché nel corso di un secolo e mezzo, dopo il 1848, dopo il 1917, dopo il 1945, una parte sempre crescente dell’umanità decise di dichiararsi socialista, o piuttosto (dato che ormai la scissione tra i due nomi era cosa fatta) comunista, con una finale riflessione sullo stato del mondo all’inizio di questo cosiddetto terzo millennio.

(Mario Alighiero Manacorda, 2003)

 

 

Mario Alighiero Manacorda (Roma, 9 dicembre 1914 - Roma, 17 febbraio 2013) è stato docente e storico dell’educazione. Alunno della Scuola Normale Superiore di Pisa, nella seconda metà del Novecento ha ricoperto prestigiosi incarichi nel mondo accademico italiano e nell'area politico-culturale che ruotava attorno al Partito Comunista Italiano. È stato organizzatore e preside del Convitto-Scuola per Partigiani e Reduci presso l’Anpi di Roma, direttore delle Edizioni Rinascita, responsabile della Commissione Scuola presso la Direzione del Pci e della Sezione Educazione dell’Istituto Gramsci, direttore della rivista «Riforma della Scuola», mem- bro del Comitato direttivo della FISE (Fédération internationale des Syndicats de l’Enseignement), professore ordinario di Storia dell'educazione nelle Università degli Studi di Firenze e Università di Roma La Sapienza; è stato Membro del Collegio dei Garanti della Consulta Romana per la Laicità delle Istituzioni.
Ha collaborato a molti quotidiani e riviste, e alla Rai con cicli di trasmissioni televisive di argomento pedagogico. Ha curato traduzioni: Novalis, Cristianità o Europa (Einaudi, 1942); Hugo von Hofmannsthal, La donna senz’ombra (Guanda, 1946, 1976); K. Marx, Le lotte di classe in Francia dal 1848 al 1850 (Einaudi, 1948); Marx-Engels, Carteggio, Lettere gennaio 1852 - dicembre 1864, 3 voll. (Editori Riuniti, 1972-1973), e le tre antologie: Il marxismo e l’educazione, Testi e documenti (tre voll., Armando, 1964-1966); Ugo Foscolo, Storia della letteratura italiana per saggi (Einaudi, 1979). Ha pubblicato, oltre a numerosi contributi in volumi collettanei, Marx e la pedagogia moderna (Editori Riuniti, 1966); Il principio educativo in Gramsci (Armando, 1970); Momenti di storia dell’educazione, (Loescher, 1977); Storia dell’educazione dall’antichità a oggi (Edizioni Rai Radiotelevisione Italiana, 1983); Storia illustrata dell’educazione (Giunti, 1992); Le ombre di Wojtyla (con G. Franzoni, Editori Riuniti, 1999); Cristianità o Europa? Come il cristianesimo salì al potere, (Editori Riuniti, 2003); Marx e l’educazione (Armando, 2008); Quel vecchio liberale del comunista Karl Marx (Aliberti 2012); Lettura laica della Bibbia, (Editori Riuniti university press, 2012), ha curato inoltre l’antologia Antonio Gramsci, L’alternativa pedagogica, (Editori Riuniti university press, 2012).

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