

Antonino Bucca
Filosofia del linguaggio psicotico
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Voci criptiche, confabulanti, querulomani
Questo libro costituisce la summa teorica delle ricerche sul linguaggio psicotico – ovvero degli odierni disturbi dello spettro schizofrenico – condotte in diversi ospedali psichiatrici siciliani. Le storie di follia si nutrono di narrazioni, vivono di parole dette e non dette. Le voci psicotiche, le produzioni linguistiche orali e scritte dei malati, costituiscono perciò la bussola per la comprensione di esperienze per molti versi enigmatiche.
Spesso nella schizofrenia a causa delle voci criptiche o confabulanti il significato degli enunciati rimane latente, oscuro, ambiguo. Al contrario, i paranoici (i soggetti con disturbo delirante lucido) possono essere loquaci, petulanti, querulomani e puntare sull’efficacia del loro discorso o sulla loro capacità di poter essere convincenti. Il linguaggio, dunque, con le
sue molteplici possibilità di rappresentare la realtà consente di cogliere le sfumature del modo-di-essere e naturalmente di esprimersi dei soggetti con disturbi mentali, e di cogliere i diversi aspetti dell’universo psicopatologico.






